
Perché sottoponiamo i riscaldatori per bagni a test di stress termico e umido
Sia sinceri: i bagni rappresentano un vero incubo per gli apparecchi elettronici. C’è vapore abbondante, spruzzi d’acqua incessanti, e le temperature possono passare da livelli estremamente bassi a quelli tipici di una sauna in soli dieci minuti.
Quando vediamo la dicitura “IP55” su un riscaldatore, sembra essere semplicemente un codice tecnico noioso. In realtà, significa che l’apparecchio non dovrebbe danneggiarsi non appena si fa una doccia calda. È progettato per impedire all’umidità di penetrare all’interno dell’apparecchio e per resistere ai getti d’acqua provenienti da qualsiasi direzione.
Il lato negativo del vapore
Il vapore acqueo è davvero imprevedibile: l’acqua liquida è facile da bloccare, ma il vapore trova comunque un modo per entrare. Si insinua nelle fessure più piccole, raggiunge i componenti elettrici e i terminali delle lampade. Se i sigilli non sono perfetti, si verifica l’ossidazione, ovvero il metallo inizia a arrugginire e a corrodersi. Una volta che ciò accade, l’elettricità ha difficoltà a passare, l’apparecchio surriscalda e, alla fine, la lampada si brucia molto prima del previsto.
Per evitare questo, effettuiamo test di invecchiamento in condizioni di alta temperatura e umidità. In pratica, mettiamo i riscaldatori in una camera ad alta temperatura e alta umidità per settimane. Vogliamo verificare dove si trovano i punti deboli dell’apparecchio. Se un sigillo dovesse deteriorarsi, vogliamo che accada nel nostro laboratorio, e non a casa vostra.
La realtà dei materiali utilizzati
Per raggiungere lo standard IP55 non basta semplicemente usare del nastro adesivo. Utilizziamo guarnizioni e rivestimenti specifici che respingono effettivamente l’acqua. Inoltre, assicuriamoci che le lampade siano collocate in contenitori in cui l’acqua non possa raccogliersi attorno ai componenti elettrici.
Dedichiamo molto tempo al controllo dei punti in cui il riscaldatore entra in contatto con il muro: di solito è lì che iniziano le perdite.
Ma c’è un problema: il caucciù non dura per sempre. Diventa fragile e si crepano sotto l’effetto del calore. Ecco perché i test di invecchiamento sono così importanti: dobbiamo sapere esattamente quando questi materiali iniziano a deteriorarsi, così da poter utilizzare materiali più resistenti.
Il compromesso
C’è quindi un equilibrio da trovare. Quando si sigilla bene un apparecchio per evitare che l’acqua entri, si trattiene anche il calore all’interno. Si perde quindi quel flusso d’aria naturale che avviene quando l’apparecchio è aperto. Quindi, sebbene l’apparecchio sia impermeabile, i suoi componenti interni diventano molto caldi.
Per risolvere questo problema, non ci affidiamo solo alla speranza. Utilizziamo cavi ad alta temperatura che riescono a resistere al calore senza fondersi. È un equilibrio delicato, ma è l’unico modo per garantire che l’apparecchio funzioni correttamente, senza doversi preoccupare dei problemi legati ai materiali utilizzati.